Ex voto

Fin dall’inizio, la devozione alla Madonna della Quercia, o del Bagno, amò esprimersi nella forma d’arte più connaturale alla cultura del luogo: la ceramica.

fotografia della formella votiva

ceramica

Ora il Santuario conserva, murato alle pareti, un patrimonio di circa 700 formelle votive, tutte in ceramica, che ricoprono un arco di tempo di 350 anni: un capitale iconografico di prim’ordine, dal punto di vista antropologico, per la ricostruzione dei tessuti sociali, culturali, ambientalistici e, sia pure in misura ridotta, anche linguistici di questa minuscola parte della media valle del Tevere.

formella che rappresenta l’aggressione di un cane

cane

La tradizione del dono delle mattonelle rimase vivissima attraverso tutta la seconda metà del ‘600 e tutto il ‘700, per subire una strana eclissi lungo tutto il sec.XIX. La devozione ebbe però una vigorosa ripresa nel secolo appena trascorso, specialmente dopo il primo conflitto mondiale.

formella del 1948 contenente l’immagine di un reduce di guerra

reduci_1948

Particolarmente ricca e interessante è stata la produzione dei nuovi esemplari dopo la riapertura del Santuario nel 1987, dopo la più lunga e triste settimana di anni, i sette anni di chiusura conseguente al rovinoso furto di ex voto, perpetrato nel settembre del 1980.
foto che mostra le condizioni dell’interno della chiesa subito dopo il furto formella che rappresenta i lavori di restauro dopo il furto formella che rappresenta la cerimonia di riapertura del 1987

formella del 1994 contenente l’immagine di un incidente d’auto

incidente_1994

furto

lavori

riapertura

Delle tante mattonelle (così le chiama la popolazione del luogo) rubate o spezzate, quasi una metà sono state ritrovate, grazie all’impegno dei nuclei operativi delle diverse Forze dell’Ordine cui va tutta la nostra gratitudine.

spezzata ricostruita

La bella e preziosa devozione dura tuttora. Il colpo d’occhio però, quando si entra, non ha perso nulla del suo fascino originale. Di tutte le formelle mancanti è stata fatta fedele copia (riconoscibile) cosicché il patrimonio iconografico e documentario nulla ha perso della sua ricchezza e del suo splendore.

formella riprodotta fedele all’originale dopo il furto che rappresenta una frana

frana

Ma la dura lezione subita, ha insegnato qualcosa. Oggi tutte le formale risultano inattaccabili. Forzarle significherebbe mandare la mattonella in frantumi. I ladri saranno così portati a desistere. E una copia si potremo sempre rifare.

formella riprodotta che riproduce una persona minacciata da ladri armati

malavita

Grazie alla testimonianza degli ex voto (le sigle più ricorrenti: PGR -per grazia ricevuta- e VFGA –ho fatto il voto, ho ricevuto la grazia-) oggi possiamo farci un’idea della vita dei nostri predecessori: interni di abitazioni, foggie degli abiti, pericoli cui la stessa vita era esposta, minacce dalle forze della natura e della malavita: un suggestivo spaccato della vita nelle diverse epoche.

formella che riproduce una donna vicino alla testa di un toro
toro

formella che riproduce il pasaggio di una epidemia nel paese
poliomelite

formella che riproduce una donna che cade da cavallo
cavallo

formella che riproduce un uomo che cade da un albero
albero

formella del 1916 che riproduce un incendio nel reparto munizioni
caporale

formella che rappresenta una donna che cade in un fiume in piena
fiume

formella che rappresenta un uomo che cade dalla scala
scala

formella che rappresenta un’auto rovesciata
rovescio

Quasi tutte le mattonelle raccontano una storia, tramandano una memoria: l’incornata d’un toro, una caduta da cavallo, una piena del Tevere, una bomba che scoppia, un’ epidemia, una macchina che si rovescia, un auto che investe una bicicletta: tre secoli e mezzo di vita vissuta.

Il grande fascino di questo Santuario è tutto qui.